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29 novembre 2017

Magie dell'inverno


Camminando di buon'ora nel parco urbano, dopo una nottata rigida
e tenendo gli occhi aperti si possono scorgrre delle opere meravigliose
compiute dalla natura. La bassa temperatura della notte ha congelato le piccole goccie dell'umidità dell'aria sulle linee della struttura delle foglie e sui piccoli peli che ricoprono altre, in modo da formare ricami e merletti.

15 novembre 2017

IL RITORNO

Fra le varie diavolerie online, capita poi che ti dimentichi degli spazi che ti eri creato per condividere, in modo tranquillo e senza sperare di avere un seguito numeroso. Poi qualche cosa si risveglia ed ecco che torni nel tuo "buco" virtuale e provi a mettere dentro quello che hai fatto dall'ultima volta che l'hai aperto.

Ho mostrato ai ferraresi alcune istantanee della nostra città:

Questa ritrae come sia stato ferito il Parco Urbano "Bassani" dfalla manifestazione di settenbre "Baloons festival 2017" ferite che a fine ottobre erano ancora ben visibili e che solo in parte sono state "curaye" ad oggi (15 nov. 2017)


La nostra Cattedrale , che ha la facciata invisibile a causa dei lavori di restauro post sisma e che per ancora molto tempo non sarà ripristinata, avrebbe bisogno anche di un intervento di pulizia dalle erbacce che si sono  sviluppate tra le fessure dei mattoni. Anche se questo tocco di verde poi non è neppure malvagio, è però segno di trascuratezza.

Altre istantanee fanno riflettere, come 

Sempre al Parco Urbano , in una giornata ventosa, le foglie hanno riportato alla mente la poesia di Ungaretti :
" Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie" che ben fa comprendere la situazione dei soldati durante una guerra , ma che riporta anche ad interrogarci di come ,oggi, senza una guerra dichiarata , la nostra vita sia legata alla  incapacità dell'uomo a considerare la vita un bene inalienabile e che giornalmente viene distrutta tra violenze familiari,abuso di armi e terrorismo.


Questa immagine " Architetture sospese" come il creato nelle sue forme riesce a realizzare cose incredibili e che ci mettono di fronte al nostro grande senso di superiorità, che ci fa credere di poter fare qualsiasi cosa , ma che difficilmente riuscirà ad eguagliare la tecnica di questo minuscolo insetto (ragno o qualsiasi altro che possa essere).


21 giugno 2010

Per Hera seconda ammonizione




La prima è stata per la neve e per la quale ha già preso la decisione di non effettuare gli interventi in caso di prossime nevicate. La seconda è la mancata pulizia delle strade dopo il Temporale della settimana scorsa. Alberi abbattuti, cartelli stradali messi K.O. dalla caduta degli stessi o dai rami spezzati. Gli alberi sono stati rimossi, ma la quantità enorme di ramaglie secche che ha invaso le strade, quelle sono rimaste sul posto. Il centro strada è generalmente pulito per effetto del passaggio delle auto e dei mezzi pesanti, ma ai bordi strada questi sono rimasti ancora lì.

Le piste ciclabili, ad esempio di Viale IV Novembre, sono ancora ingombre e le vie del Rione Giardino, dove sono presenti gli alberi non hanno ancora visto nessun servizio di pulizia.

Non so se questo compito di ripulire le strade sia da imputare ai residenti o se faccia parte degli oneri che competono a chi svolge il servizio di nettezza Urbana. Non vorrei sentirmi dire che Hera deve raccogliere solo i rifiuti dai cassonetti e che il resto lo deve fare qualcun altro.

In questo caso vorrei sapere dal Sindaco chi deve provvedere ?

Dobbiamo pensare che temporali di questo tipo da ora in avanti potrebbero accadere altre volte. Non possiamo aspettare gli altri per pulire le strade.

Per il prossimo fallo….. cartellino ROSSO e relativa espulsione !

17 maggio 2010

La Chiesa e il Nucleare



Nucleare ! Da che parte stare ?

Nella Voce del 8 maggio, ho trovato allegato un opuscolo “ Energia per il futuro” nel quale vengono spiegati i motivi per cui la Chiesa sposa il ritorno al nucleare per scopi pacifici, ovvero per la produzione di energia. La prima osservazione che mi viene da fare è la seguente : “ La Chiesa, che parla per bocca del Card. R.R.Martino, Presidente emerito del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace e dice che “La Santa sede è favorevole e sostiene l’uso pacifico dell’energia nucleare, mentre ne avversa l’utilizzo militare” ,a chi ha chiesto il parere ? Tutti i Cristiani sono d’accordo sulla scelta di questa soluzione ? Qui non si tratta di un dogma della fede, e non trovo corretto prendere una posizione così di parte e accumunare in questa scelta la volontà di tutti i cristiani. Il pontefice nella sua enciclica, nel brano che in questa presentazione viene citato, dice una cosa fondamentale che non ritengo sia l’avvallo al nucleare.: “ …..la libertà umana è propriamente sé stessa, solo quando risponde al fascino della tecnica con decisioni che siano frutto di responsabilità morale.”
Responsabilità morale, significa che non devo pensare solo al mio oggi, ma anche al domani dei miei figli. Che mondo posso lasciare alle generazioni future se oggi voglio costruire altre centrali nucleari, quando ancora non ho messo in sicurezza le vecchie centrali e non mi sono liberato delle scorie radioattive ?
Questo opuscolo genera confusione ed incertezza, non per le notizie in esso riportate, che possono essere forse condivise se fossimo tutti sostenitori del nucleare , ma per la menzogna nascosta nel ritenere questa l’unica via percorribile per un futuro migliore. Se solo ci impegnassimo ad utilizzare i milioni di euro necessari per la realizzazione di una centrale nucleare per finanziare anche solo al 50% i privati, che volessero installare fonti energetiche alternative ( solare elettrico e/o termico, eolico ) creare micro impianti di produzione per soddisfare le esigenze di paesi, quartieri e città ( ci sono già molte realtà di questo tipo) avremo già introdotto una discriminante sulla necessità di nuova energia. Più che voler incrementare la produzione si dovrebbe cercare di migliorare l’uso di quella che già produciamo. Se venisse sviluppato un sistema di trasporti pubblici efficiente, si ridurrebbe l’uso delle auto private per recarsi al lavoro o per portare i figli a scuola. Se le industrie eliminassero anche solo del 50% i materiali per il confezionamento dei beni da vendere, avremo un risparmio nella produzione di certe materie prime. Adottare la raccolta differenziata ed arrivare al famoso “ rifiuti zero”e riciclandoli, si ridurrebbe l’energia necessaria e si produrrebbero più posti di lavoro.
Va precisato tra l’altro che la costruzione di queste centrali produrrebbero del reddito che in minima parte ricadrebbe sulle aziende italiane in quanto, in virtù dell’accordo Italo-Francese stipulato, il 60% andrebbe alla francese Areva, la quale sta costruendo in Francia e Finlandia altre centrali di terza generazione ed ha già aumentato i tempi e i costi previsti per la realizzazione.
Nello stesso numero della Voce, avete poi inserito due articoli che sostengono la mia tesi, o viceversa io sostengo la loro, e che rendono vano quanto riportato nell’opuscolo.
Una ulteriore nota riguarda il fatto che non si capisce chi ne sia il committente. Si trovano nomi del Cardinale e di due illustri Personaggi che espongono il loro punto di vista, chiaramente di parte, e in quarta di copertina i nomi di chi ha realizzato fisicamente il libretto :ditta MAB.q che lavora anche per radio Vaticano, ed ha ottenuto le immagini dall’archivio Enel.
Che questo opuscolo, nasconda qualche cosa, mi viene confermato dal fatto che Radio Vaticana ha iniziato a fare pubblicità ad ENEL . Dal sito Pubblicitàitalia.it , si legge : “Radio Vaticana rinnova le sue trasmissioni in Fm e apre per la prima volta alla pubblicità. Il primo inserzionista è Enel: la campagna partirà il ì 6 luglio con uno spot in cinque lingue appositamente studiato per la ‘radio del Papa’, che conterà su circa 300 passaggi fino al 27 settembre. Della raccolta pubblicitaria, che sarà istituzionale e internazionale, si occuperà Mab.q, concessionaria guidata da Egidio Maggioni attiva nel campo della comunicazione e della raccolta per media cattolici.”
L’opuscolo prodotto dalla MAB.q è stato da lei distribuito a tutti gli aderenti della Federazione italiana settimanali cattolici ( FISC), ma non tutti l’hanno diffuso.
Con tali premesse e la tanto decantata volontà di “fornire un quadro completo della situazione energetica italiana e mondiale” lascia a dir poco sconcertati.

Lettera inviata a LA VOCE Ferrara


A seguito di un articolo apparso sul giornale della diocesi di Ferrara, ho inviato la seguente lettera:

TURBOGAS ???

Ho ricevuto a casa il numero del Vs. settimanale “La voce” , al quale siamo abbonati come famiglia. Sono stato colpito dal titolo rosso a mezza pagina “ Turbogas: progresso e sicurezza”, e come indicato sono subito andato a pagina 3. Ho iniziato la lettura dell’articolo, dopo un po’ mi sono reso conto che più di un articolo sembrava una pubblicità ed un elogio a questo prodotto della tecnologia moderna. Le prime righe riportano indicazioni di “pro e contro” che hanno fatto si che la centrale impiegasse più di 10 anni ad essere realizzata e che ancora oggi non è ancora operativa mi hanno stimolato ad andare avanti nella lettura per vedere e conoscere oltre ai “pro” gli eventuali “contro”. Ricordo che questi ritardi sono stati causati dalle azioni giudiziarie avviate contro l’ENIPOWER per obbligarla al rispetto delle Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA 2002) rilasciate dal ministero, da Medicina Democratica, WWF e Grilli Estensi con le osservazioni inoltrate al Ministero nel 2007 e 2008.
Poche righe, una o due più giù leggo “(G.Milani)….Per l’azienda che ha guidato l’investimento, rappresenta un passaggio a modo suo storico: Ferrara rappresenta per ENIPOWER…..il raggiungimento di 5.300 MWe “ . Certo un traguardo di questa entità non l’avrebbe ottenuto se Ferrara non gli avesse regalato il sito, se non avesse sorvolato sul fatto che non siano state fatte le bonifiche del terreno promesse, se non fosse che in quella zona erano già presenti le infrastrutture necessarie :
- gasdotto della Snam per fornire 110 ton/h di metano (4 volte il consumo di una città come Ferrara)
- Disponibilità di acqua del Po ( oltre 1000 metri cubi/ora = consumo di circa 30.000 famiglie ) per il raffreddamento e la produzione di vapore. Quando il Po avrà problemi di portata d’acqua, come è successo qualche anno fa , avremo acqua nei rubinetti o verrà servita prima la centrale ? L’acqua di raffreddamento a che temperatura verrà riversata nel fiume?)
- Una centrale elettrica di distribuzione vicina come quella di Focomorto a 380KV in cui immettere l’energia prodotta che andrà a zonzo per l’Italia
- Una zona già servita da strade, ferrovia e canali navigabili.

Non dimentichiamo che inizialmente questa centrale doveva essere costruita per sostituire le vecchie centrali del nostro polo chimico, che secondo qualcuno, era affamato di energia e di vapore.
Le due vecchie centrali sono da 150 MWe complessivi, quindi perché costruirne una da 800 MW ?
Il progetto iniziale prevedeva una centrale da 400 MW, ma non sarebbe stata economicamente vantaggiosa per SEF-ENI per cui , dovendo guadagnare era meglio raddoppiare la potenza.
Si diceva che la nuova centrale avrebbe portato nuovi posti di lavoro, avrebbe permesso l’insediamento di nuove aziende nell’area del petrolchimico. Sembrava che la società Estelux avrebbe aperto un nuovo insediamento per la produzione di silicio per i pannelli solari, ma si è dissolto tutto come neve al sole. Le aziende all’interno del petrolchimico sono sufficientemente in crisi e c’è aria di abbandono da parte di alcune.
ENI con questa centrale e le altre in costruzione (RA e MN) sta realizzando il lento disimpegno dell’azienda dalla chimica (vedi Marghera, Porto Torres) e si è “buttata” , come abbiamo visto sull’energia che è più remunerativa.
Un secondo punto che ritengo sia utile chiarire è quello nel quale si dice che la società in accordo con il Comune , Provincia e Regione ha deciso, autonomamente di ridurre le emissioni utilizzando tecnologie ad alta efficienza per ridurre gli inquinanti con i bruciatori VeLoNOx ( di produzione ANSALDO mod V94-3A anno di acquisto 2002 con produzione di NOx vicini al limite tollerabile ammesso di 50 mg/Nm3 ) e che tali emissioni saranno contenute entro le 980 Tonnellate/anno di NOx, contro le 1085 previste nell’autorizzazione ministeriale . Tale scelta non è assolutamente autonoma, ma rientra nel rispetto dell’autorizzazione stessa (VIA 2002) che prevedeva tale limite dovendo SEF-ENI considerare nel computo delle emissioni anche quelle derivanti dall’obbligo del trattamento degli off gas che sono valutati attorno alle 90 ton di NOx e per questa ragione ha tardato l’inizio delle attività dovendo modificare i bruciatori delle due caldaie, addette al trattamento dei residui delle lavorazioni del petrolchimico, quelli per intenderci che vengono ora bruciati nelle “torce”.
Continuando la lettura mi viene da sorridere se penso che c’è qualcuno che crede ancora che la turbogas possa avere un ruolo propulsivo nell’attività del Polo Chimico ( vedi Estelux).
Mi auguro,invece, che le promesse di bonifica dei terreni venga effettuata e che l’impegno della Provincia nel monitoraggio della qualità dell’aria sia costante ed attento.
A proposito di aria, non dimentichiamo che Ferrara in questo modo si arricchisce di altre 1085 Tonn/anno di NOx, di una quantità ancora non definita di PM10 (polveri fini) e di altre centinaia di tonnellate di altri inquinanti (CO, CO2, SO ecc. ecc) senza contare quelli dell’inceneritore che ora è a pieno regime che ha bruciato nel 2009 , 132.000 Tonnellate di rifiuti solidi urbani ( Ferrara era stata valutata capace di conferire circa 80.000 Ton di RSU e le altre 50.000 tonnellate da dove saltano fuori ? ). Sempre a proposito di aria non abbiamo nessuna indicazione della quantità di diossina presente in zona.
Alla Provincia quindi ribadisco l’invito ad una attenta e costante vigilanza.
Una ulteriore considerazione potrebbe essere questa: ENIPOWER produce energia a basso costo sia sotto forma di vapore che rivende alle aziende del polo e anche ad Hera che con il vapore aumenta la sua rete del teleriscaldamento, sia sotto forma di energia elettrica che immette sul mercato a prezzo normale. Quindi noi ferraresi pagheremo il teleriscaldamento (dobbiamo dimenticare l’essere “geotermia”) alle tariffe che fa Hera in autonomia e senza vincoli di prezzi fissati per le materie prime come il gas. Paghiamo l’energia elettrica secondo le normali tariffe previste dall’autority e in compenso respiriamo l’aria di Ferrara, ricca di minerali, gas e polverine varie e dobbiamo essere contenti perché ENIPOWER ci ha fatto questo bel regalo tecnologico e al giovedì lasceremo le nostre auto in garage perché abbiamo sforato i limiti di giornate con alti valori di PM10.
WWIn quanto poi “..a Ferrara abbiamo avuto il coraggio di fare scelte che consentano al territorio di superare la crisi…” se queste sono le scelte ,sono abbastanza scettico.
Concordo con l’autore del servizio nelle sue ultime considerazioni.

11 dicembre 2009

Il TRAFFICO




Nell’intervento di Luca Cimarelli, relativo a rendere gratuiti i parcheggi per le feste natalizie, espongo il mio parere, che preferirebbe vedere una città più libera dalle automobili, e che preferisce fare due passi a piedi per andare in centro. Se si realizzasse un biglietto per l’autobus dal costo di 1€ per tutte le linee e per la durata di una giornata, forse si invoglierebbero le persone a lasciare a casa la propria auto ed andare in centro o verso i centri commerciali usando i mezzi pubblici.

Avete presente, già ora, cosa significa percorrere Via Bologna verso le 17.

Gli spostamenti da e per il centro potrebbero così essere incentivati, e le strade potrebbero essere meno congestionate.

La presenza di navette dai parcheggi al centro e viceversa potrebbero garantire una mobilità più tranquilla a tutti. Il traffico potrebbe essere interdetto,salvo residenti, entro un anello da definire.

Chiaramente AMI dovrà intensificare le corse e predisporre le linee più adeguate.

Biglietti da 1€ al giorno (24 h), 5 € settimanali e 10€ fino al 6/01/10.

9 marzo 2008

Monte Pelmo


E' vero, certe esperienze una volte fatte ti lasciano molti rimpianti, perché ti viene in mente che hai avuto tante occasioni di viverle, e non le hai sfruttate a causa di motivi che ora ti sembrano ridicoli, e ti dici "...sono stato proprio uno stupido".
Questa volta ho rivisto il Pelmo e la sua presenza, la sua immensa grandezza mi hanno fatto rimpiangere tutti quegli inviti rifiutati e mi sono ripromesso di non ripetere simili errori.
Eravamo circa una cinquantina a percorrere quei sentieri che si inerpicavano con dolcezza sotto la mole di questa montagna.
Il sole giocava dietro di lei e lanciava bagliori che incorniciavano le sue forme, scendevano lungo i suoi pendii, i suoi colatoi nevosi scintillavano e davano l'idea di una montagna che ti invitava.
Il cielo azzurro, faceva da sfondo a panorami mozzafiato.
L'incedere lento della comitiva mi permetteva di gustare le bellezze che circondavano il nostro percorso.
Dapprima il sentiero largo e sicuro ci ha portato sin al Rifugio Fiume, prendento per forcella Forada e tenendoci sulla sinistra ci siamo incamminati sul sentiero che attraversa tutto il ghiaione del lato ovest del Pelmo. Più che sentiero era una traccia su neve ghiacciata sempre in pendenza, il nostro incedere, era a questo punto, meno sicuro ma ben abbordabile,la necessità di attendere che gli ultimi avessero il tempo di ricompattarsi con i primi, dava a tutti il tempo di riprendere fiato e di godere del panorama. Alla fine in poco più di tre ore, compresa la sosta per ricostituire le scorte energetiche, abbiamo completato l'anello.

13 febbraio 2008

Cima Verena (altopiano di Asiago)

Siamo in tanti, molti volti sconosciuti o appena intravvisti,
solo alcuni sono noti e famigliari,e riscaldano il cuore.
La penombra della corriera invita a recuperare alcuni minuti di sonno, persi durante la notte.
Il rumore del motore si mescola con il bisbiglio delle persone.
La luce del giorno, lentamente rischiara l'ambiente,
scorgi volti che non avevi notato prima,
senti voci che si rincorrono e ricordano avventure vissute.
Mentre si sale di quota si inizia ad intravvedere il sole
che occhieggia basso tra le cime degli alberi.
La neve ci accompagna sino al parcheggio delle piste.
Seduti o in piedi in posizioni di equilibrio instabile
ci prepariamo. Siamo pronti per entrare nella nuova dimensione,
ci allontaniamo dagli impianti, dai rumori delle macchine.
La neve sotto di noi,
gli alberi attorno a noi,
il cielo sopra di noi ,
le voci ci avvolgono e si disperdono attorno.
Col fiato che lentamente si fa pesante, ci avviciniamo alla cima.
Mentre il sentiero si inerpica ed avanziamo,
di tanto in tanto veniamo colpiti da raffiche di vento molto forte,
cristalli di ghiaccio ci colpiscono il viso e ci costringono ad avanzare a testa bassa.
I resti del " forte" ci riportano a tempi passati della grande guerra
guerra che in questi luoghi ha lasciato segni evidenti.
Ricordi che si fanno più forti quando, giunti in cima siamo immersi nei resti delle postazioni di Cima Verena, ruderi carichi di storia e e di vite spezzate che ci chiedono di essere ricordate.
Accanto a ciò , l'orribile modernismo turistico .
Baracche in lamiera, delle attrezzature della stazione a monte della seggiovia, a ridosso del forte, deturpano questo storico paesaggio.
Turisti domenicali, rumorosi ed invadenti che senza sforzo giungono in cima, per lanciarsi in discese veloci sugli sci, fanno un contrasto inaccettabile per questi luoghi.
Per fortuna il vento ha fatto fermare gli impianti e qua sopra, oggi, ci siamo solo noi.
Possiamo così gustare l'ambiente al meglio delle nostre possibilità.
Rinfocillati e riposati, ripartiamo per la discesa, questa volta il percorso si snoda attraverso boschi e in neve "quasi fresca". Le tracce del percorso sono meno evidenti, la fila si allunga e di tanto in tanto è necessario fermarsi per ricompattare il gruppo. La Malga dei Quarti è oltre quel dosso, che superato ci presenta un panorama mozzafiato, il sole luminoso, il cielo azzurro, la siluette scura degli alberi sopra la neve immacolata ci fa dimenticare la fatica che ormai serpeggia in molti di noi. Ancora un poco e la nostra "ciaspolada" sarà finita.

4 gennaio 2007

Come ridurre l'impronta ecologica

Visto in TV rete nazionale RAI ore 01:20
Documentario : "quanto misura la tua orma"
Il documentario illustrava gli aspetti e i comportamenti che un cittadino dovrebbe adottare per ridurre lo sprego energetico dovuta alle abitudini quotidiane quali l'utilizzo dei mezzi pubblici, l'uso di un'auto con più persone per recarsi sul proprio posto di lavoro, migliorare la resa energetica della propria abitazione utilizzando i doppi vetri, o sistemi di produzione di calore con sistemi alternativi ecc. ecc...
Mi sono meravigliato, nel vedere un tale servizio vista anche l'ora.... probabilmente l'auditel a quell'ora forse supera ogni aspettativa ed è rivolta al vasto pubblico che necessita di conoscere come migliorare il nostro mondo..

Lo stupore è aumentato quando alla fine del servizio si è conclusa anche la trasmissione che lo ospitava : Protestantesimo

Commenti ???!!!!